DIANE999
THE HYPATIA'S SAGA

disegni: theHand
testi: Birgitta Jonsdottir

sinossi:
Due esistenze parallele in tempi lontanissimi si sfiorano e si intrecciano attraverso le note di un'arpa magica. La pittrice Elettra Es e la ginecyborg Diane scoprono di essere unite da un sottile ma intenso legame sonoro, che nasconde altre verità.

Sinestesia
Tutto ha origine da Diane. La gine-cyborg protagonista della serie, viene disegnata per la prima volta nel 1992 su di una dispensa di architettura, durante una delle tante noiose lezioni di Analisi I.
Schizzata con un pastello verde che serviva per le sottolineature era completamente diversa dalla versione attuale e, scarabocchio come tanti su quelle pagine, non lasciava assolutamente presagire quanto poi ne è derivato.
A seguire vengono disegnate Elettra Es, identità speculare di Diane, Marlene, terzo vertice del triangolo narrativo, e Lady Harp, sorta di fantasma evocato dal suono.
Nel 1999, nonostante tempo e tavole non siano sufficienti, viene realizzato il numero zero dal titolo MOSAICO.
Si tratta di un esperimento di circa sessanta pagine, utile più che altro all'autore, per capire quanto storia e personaggi possano funzionare e quali modifiche vadano apportate. Negli anni che seguono, infatti, inizia il lavoro di rimodellamento per dare all'opera maggiore compiutezza. Viene elaborato un segno grafico diverso, che si rifà alle straordinarie tavole del maestro Toppi, operato un restyling su personaggi (Elettra e Marlene si fondono in un unico personaggio che conserva il nome del primo), ridefinite le ambientazioni, limato ulteriormente il soggetto, e viene compiuto il passaggio fondamentale che chiude il cerchio dell'intero progetto. Il personaggio identificato in precedenza come Lady Harp rivela la sua reale e profonda identità, quella della scienziata alessandrina Ipazia, barbaramente trucidata nel 415 d.C.
La laboriosa realizzazione delle tavole per il numero 1, dal titolo provvisorio FREQUENZE DAL PASSATO, suggerisce un'estetica di racconto diversa rispetto a quella tradizionale. Il tentativo è quello di fondere libro e fumetto e di utilizzare le dinamiche associative dell'attività onirica come linea guida per le immagini.

Fra le corde di un'arpa...
La gotharp è uno dei pochi oggetti che Diane riesce a salvare dalla distruzione operata dal perfido Lee Zard e che, insieme al longbow, l'arco da guerra, le permettono di combattere e tenere lontano i Noktys.
Le frequenze di quest'arpa, infatti, disturbano i normali processi vitali delle creature di fango plasmate da Lee Zard, anticipandone la morte.
Quando suona, Diane entra in contatto con la parte più interna di se', quell'ombra di umano che ancora conserva da qualche parte e che grazie alla musica emerge per parlarle e ricongiungerla al passato. L'arpa di Elettra è avvolta nel mistero.
Le viene lasciata in eredità da una donna, di cui ne ignora l'esistenza e le intenzioni del gesto. Inizialmente non sa cosa farsene e la considera un oggetto d'arredo d'altri tempi, da sistemare in qualche angolo della casa.
Prova addirittura a distruggerla, quando in seguito ad un incubo ricorrente, quella presenza diventa tanto ingombrante da ossessionarla.
Ma un giorno le sue mani sfiorano per caso quelle corde ed un turbine di emozioni la travolge. Ha inizio un'esperienza magica, che le cambia per sempre la vita.

sito ufficiale del progetto
www.diane999.com










 
 
 

THE NOLAN
GIORDANO BRUNO IS BACK

disegni: theHand
testi: Maurizio Di Bona

sinossi:
Giordano Bruno torna alla vita ed emerge in un tempo non precisato dalle acque di Venezia. Da qui ha inizio un viaggio a ritroso fra luoghi, visioni e reminiscenze della vita precedente, fino al commosso ritorno sul colle Cicala, a Nola, sua città natale.

Guidato da Minerva
Il perchè mi sia messo a lavorare ad un fumetto su Giordano Bruno è difficile da spiegare. Riguarda quella sfera intima di percezioni, visioni, coincidenze e rapporti empatici che sarebbe riduttivo, se non impossibile, provare a razionalizzare.
Se mi è concesso prendere in prestito le parole del Maestro Fellini, la sensazione che si ha è che sia l'opera a scegliere l'autore
...a lasciarsi plasmare dalla sua mente e dalle sue mani e non il contrario, come normalmente si crede.
Ed in questo, Bruno e tutta l'affascinante materia che lo riguarda, hanno rispettato a pieno il rovesciamento dei ruoli classici, perchè sono state più le volte in cui materiale di vario genere mi è capitato fra le mani, che non quelle in cui mi sia messo io a cercarlo volontariamente.

Il progetto parte dalla sceneggiatura originale del Giordano Bruno di Giuliano Montaldo, cortesemente fornita dal regista, per poi aprirsi ad una rilettura in chiava fantastica della vita e del pensiero filosofico del nolano.
Offrendo il fumetto la possibilità di "disegnare" scenari immaginifici e di dare forma anche a paradossi temporali, senza che il lettore si senta spiazzato, l'intenzione è quella di calare Bruno nella sue stesse intuizioni e visioni, annullando la cronologia degli eventi e sovrapponendo alla vita reale quella parallela e immaginaria da lui stesso, in qualche modo, profetizzata.
Quelli che seguono sono alcuni dei quadri e bozzetti che saranno utilizzati per comporre le tavole.
[l'autore]

sito ufficiale del progetto
www.giordanobruno.biz








 


 
 

...NON CI RESTA CHE SOB!

disegni: theHand
testi: Maurizio di Bona

L'idea
In questi anni mi sono chiesto, e continuo a farlo, come sarebbe stato l'eventuale sequel dello spettacolare Non Ci Resta Che Piangere, regalato alla platea cinematografica nel 1987, dalla coppia Troisi-Benigni. Mi sono chiesto, e con me tutti quelli che non si stancherebbero mai di rivedere quel film, quali esilaranti episodi ci avrebbero regalato ancora Mario e Saverio se il destino non avesse portato via Massimo Troisi così presto ed in maniera così brutale. Troppo forte il trasporto verso il sogno di accarezzare questo progetto e tentare di dare un seguito a quel salto nel 1400 "...quasi millecinque!" Irrefrenabile la tentazione di disegnare Troisi e di farlo muovere nuovamente. Comandare alla matita di farlo gesticolare ancora a quel modo tutto suo. Donare a quel corpo tutte le posture e mossettine che ce lo hanno fatto amare. Provare a riaccendere in quegli occhi un po' di quelle espressioni disseminate nei, troppo pochi, film ed in tutte le interviste, che ho raccolto in passato e che adesso mi basta far scorrere nella testa, per capire come va (di)segnato il volto della felicità e quello della tristezza.

Il progetto
Se nel film i due amici venivano catapultati nel quasi millecinque, per incontrare Leonardo Da Vinci e fermare, tra l'altro, Cristoforo Colombo, perchè non farli adesso ritrovare di punto in bianco nel mondo dei cartoon e stare a vedere come se la cavano fra onomatopee, gommosità dei corpi, gravità a discrezione del disegnatore e tutto quello che la fantasia e l'onnipotenza di una matita può tirar fuori da un foglio di carta? L'estetica dei comics suggerisce molteplici strade da percorrere ed una lunga serie di incontri con personaggi leggendari e strambi, tutte da scrivere e disegnare, naturalmente insieme a chi è padre del film, Roberto Benigni e Giuseppe Bertolucci su tutti, ma anche, perchè no, coinvolgere anche qualcun altro, penso a Pino Daniele ad esempio, anche solo per ricevere un cenno di approvazione, uno di benedizione ed uno di autorizzazione, prima di maneggiare e scarabocchiare materie, creature e forme troppo belle e delicate per questo mio esperimento di film disegnato.

Godere e fare godere!
Così si è espresso più volte Roberto Benigni per spiegare la personale gioia del fare film, ed analoga risposta fu data, sempre da lui, quando gli si chiedeva perchè Fellini faceva cinema. Per quanto il fumetto continui ad essere considerato erroneamente arte minore, il godimento personale nel dare forma a questo sogno a matita è assoluto e non nascondo che vedrei, finalmente, questa come una troppo ghiotta occasione di riscatto della nona arte sulla settima, per non tentare l'impresa. Del resto non potrebbe essere diversamente, perchè poter disegnare due artisti straordinari come Troisi e Benigni è sicuramente quanto di più bizzarro ed esaltante potessi desiderare di fare. Quei corpi così oliati, quei movimenti da marionette, quelle espressioni da cartoon autentici di entrambi, sembrano fatti apposta per poterne disporre a piacimento e far si che si rincorrano in eterno nei riquadri di una vignetta. Il godimento è doppio, ed anche triplo, nel momento in cui l'illusione di poter assistere ancora ad una gag di Troisi si trasforma di punto in bianco in una sequenza di scarabocchi, in cui bastano due occhi smarriti o due mani giunte a mo' di preghiera per riempire un'altra tavola e proseguire...

 

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