Napoletano, classe 1971. Nessun corso, scuola o accademia di disegno. Casomai tanti disegni a scuola per evadere dalla noia di certe lezioni. Sei anni di liceo scientifico, cinque di deambulazione (libera e prolifica) nella facoltà di Architettura di Napoli e tanti scarabocchi lasciati allegramente (anche) su quei banchi e quelle sedie: caricature di professori, robot armati di alabarde spaziali e raggi protonici, porno-mostri, donnine-cyborg, streghe strambe e una caterva di Maradona.
Alla prima chiamata di lavoro, scappo a Milano. Vogliono che mi occupi di grafica, siti internet, animazioni e nemmeno il benchè minimo accenno a titoli finiti o lauree appena abbozzate. Questo si chiama parlare! Cominciamo a ragionare!
Peccato che di lì a qualche stipendio più tardi, la tronfia e pompata new economy comincia a sgonfiarsi e a collassare su se stessa.
Il risultato è simile a quello di un flipper in tilt con biglia che carambola giù a piombo, senza più rimbalzi vitali.
Ripercorro l'italico stivale, ma stavolta a testa in giù, temporeggiando il più possibile in certe agenzie, dove l'aria è ancora respirabile e sbattendo la porta in altre, dove tra riunioni fumose e sbadigli a catena, si combina ben poco.

 



E' il momento di rilanciare, dico fra me e me... ricaricare le molle e puntare anche più in alto!
Bussola alla mano, vado quindi a giocarmi un paio di carte buone (col senno di allora) in Irlanda.
Varco le redazioni di Hot Press e Indublin e propongo illustrazioni di rockstar, strisce ed altra roba che nemmeno ricordo...
in cambio: energiche strette di mano, tanti complimenti a occhi sgranati, proposte da declinare al futuro, ma niente di monetizzato,
per poter rimanermene beato sull'isola.
Prima di rientrare alla base, mi metto sulle tracce di U2 e Cranberries e vado a "seminare" cartelle gonfie di idee nei rispettivi orticelli.
Busso anche al megaportone nerolaccato della Guinness e propongo due genialate (sempre col senno di cui sopra).
I semi avanzati dalla missione irlandese li pianto infine in Patria, con il proverbiale ottimismo del profeta scazzato.
Faccio, infatti, tamburellare le nocche alle porte di Linus (credo di essere ancora in attesa di un loro lavoro di prova... mah!)
e della Bonelli (volevo disegnare il loro Brendon).

 



Ma lo strafottutissimo ragno se ne sta nel buco e devo inventarmi qualcos'altro per ingannare l'attesa e provocare gli eventi.
Forse è giunta l'ora di giocarsi la carta della satira politica, materia guardata sempre con sospetto e interesse pari a zero.
Costruisco un po' di siti contenitore (Alkemik, Pacemaker, Magma, Satiricon...) e li riempio di vignette impastate alla buona e spiattellate, come hamburger guasti di fast food abusivo aperto in una comunità di vegetariani.
E accade il miracolo! Quegli scarabocchi cominciano a moltiplicarsi su siti amici e su certi forum scoppiettanti come popcorn.
In particolare su quello di Sabina Guzzanti, dove mi appaleso a scadenza fissa come vignettaro della notte.
Più tardi, spinta dai venti favorevoli, una vignetta con protagonista Mina "esplode" sul neonato blog di Beppe Grillo e fa da detonatore per tutta una serie di collaborazioni che proseguono ancora oggi (Schiavi Moderni, La Settimana, Calendario dei Santi Laici).


Un giorno mi chiama il manager dei Cranberries per dirmi che ha visto i disegni "piantati nell'orto", che gli sono piaciuti e che c'è da creare seduta stante una linea di merchandise per la band. Buone e inaspettate nuove arrivano anche da oltreoceano. Gillian Anderson si è innamorata delle caricature della sua alter ego (Dana Scully - X Files) e intende metterle all'asta (Spring Charity Auction), per raccogliere fondi contro la Neurofibromatosi. Permesso accordato e tavola Scully entertains Mulder battuta alla cifra record di $10,300!
Seguono tante altre cose belle e inattese: calendario per Dolores O'Riordan, campagna animalista We must be theyr voice, sempre per la Anderson, disegnini e spiringuacchi stampati e pubblicati su agende, tshirt, libri, booklet, giornali, mag...
Ma è nel settembre 2009 che si comincia a fare davvero sul serio. Arriva la "chiamata alle armi" per il Fatto quotidiano, creato dal nulla da Marco Travaglio e Antonio Padellaro, e di lì a poco nelle edicole. Nel febbraio del 2010 l'impegno in nome della satira si sposta sul Misfatto (prima edizione) per poi arabafenicizzarsi e proseguire nell'ottobre del 2011 su Il Ruvido, settimanale diretto da Roberto Corradi e Marco Presta.